Elia Badolin







Curriculum

    Voghera, Campione italiano kata a squadre 2005.
    -Roma , 3° kumite individuale 2007
    -Lignano, vice-campione italiano kata a squadre 2009
    Campionato Europeo per club Caorle Aprile 2008: -2° kata a squadre
    -3° kumite individuale
    - Campionato del Mondo di Club Jesolo 2008:

    -1° kata squadre
    -1° kata individuale
    - 3° kumite squadre
    - 2° kumite individuale

    International Symposium YKKF, Udine( Italia) 2010:
    - argento









Intervista ad Elia Badolin curata da Christian Gonzales il 7.7.2009

Durante il ritiro in Spagna ho approfittato di qualche momento di relax per chiacchierare con i ragazzi che poi si sono rivelate delle ottime interviste. La prima è stata quella rivolta a John .
Oggi vi invio quella che potremmo definire una bella chiacchierata tra amici con Elia Badolin “ toro”.

Elia nasce a Venezia l’otto aprile 1992. Inizia la pratica del karate sotto la guida del sottoscritto all’età di 10 anni.

Cosa o chi ti ha spinto a iniziare?
Come molti ragazzini ero affascinato da Bruce Lee, anche se lui era un maestro del Jeet kun do, ma allora per me era bello vederlo come si muoveva e la sua agilità. Fu così che su mia richiesta i miei genitori si informarono da amici e approdai all’ACCADEMIA ARTI MARZIALI.

Ti ricordi,per caso, la tua prima gara?
Si, certo. Ci hai portato a Voghera per il Campionato italiano 2005, anche se non sono proprio sicuro della data.

Ti ricordi anche del risultato?
Gareggiai solo nel kata (a quei tempi data la giovane età, non si poteva ancora gareggiare nel kumite) e mi piazzai 8° nell’individuale e primo nella prova a squadre.
Sì, ricordo; fu il primo titolo che vincesti insieme a Gregory Facchini e Sebastiano Zanon.
Esatto.

Quando diventasti cintura nera?
Novembre 2007.

Secondo dan?
Il 31 maggio appena passato a Verona ho conseguito il 2° dan.


E come fu l’esame?
Durissimo!

Quali sono stati i maggiori titoli vinti in gara?
- Voghera, Campione italiano kata a squadre 2005.
-Roma , 3° kumite individuale 2007
-Lignano, vice-campione italiano kata a squadre 2009
Campionato Europeo per club Caorle Aprile 2008: -2° kata a squadre
-3° kumite individuale
Campionato del Mondo di Club Jesolo 2008: -1° kata squadre
-1° kata individuale
- 3° kumite squadre
- 2° kumite individuale

Sì, ricordo, sono state tre giornate di gare intensissime , ma anche piene di soddisfazione.
Come palestra vincemmo 12 medaglie complessive. Riuscii anche a fare il conteggio con tutti gli altri atleti medagliati: tu fosti uno dei pochissimi a portare a casa medaglie in tutte le specialità.

Sì, come ci dici sempre tu, l’atleta completo lavora su tutti e due i fronti.

Raccontaci un episodio di gara.
Finale, appunto, del Campionato del Mondo a Jesolo contro un russo.
L’emozione per la finale di combattimento era grandissima. Anche perché non ci speravo più di tanto. Erano infatti tre giorni che gareggiavamo e cominciavo ad essere veramente stanco. Comunque a quel punto non sentivo di certo la fatica, gasato come ero.
Comincia l’incontro: lui, bravissimo, macina subito punti belli e veloci. Allora tu, M°, mi inciti e mi dai dei consigli. Un po’ alla volta recupero fino ad arrivare al pareggio! Forse posso perfino vincere. E c’è di più. Se n’è accorto anche lui e si è accorto che io mi sono accorto della sua paura. Mi gaso e sento la sua paura, la sua insicurezza che monta. La vedo.
La tensione è al massimo. A bordo campo tutta squadra è con me. Tu M° sei lì insieme a me. E’ una bolgia di incitamenti e di applausi. La tua figura è lì, ferma, dietro di me.
Finisce il tempo a disposizione: PARITA (HIKIWAKE). Si va all’ENCHOSEN ( il primo che fa punto vince- tipo golden goal calcistico). Ricevo le tue ultime istruzioni. Sudatissimo mi avvio a combattere questa improbabile ma bellissima finale.
Siamo di fronte. L’arbitro da il via. Balzo in avanti urlando tutta la mia euforia e determinazione. Ci scontriamo per due volte: due esplosioni, ma niente di fatto. All’improvviso parto con un diretto destro al petto- anche lui! L’urlo e il colpo di tutti e due riecheggia per tutto il palazzetto. Sembra di nuovo una tecnica all’unisono .
No, è arrivato prima lui e l’arbitro indica con il braccio il mio avversario.
Il ragazzo, il suo allenatore e tutta la squadra russa letteralmente esplodono. Io non posso fare altro che ammettere. BRAVO! Mi giro verso il M°,come per scusarmi ma lo trovo tranquillo e sorridente. Siamo comunque entrambe soddisfatti. Grandissima esperienza.
Il russo è fuori di sé dalla gioia e urlando ci abbracciamo; il M° sorridente stringe la mano all’allenatore russo che nel frattempo ha ripreso compostezza. Che giornata.

Come vivi l’esperienza della squadra?
La mia idea di squadra si basa essenzialmente su un principio: cerco di essere d’aiuto e disponibile per tutti i componenti.

E in allenamento?
Uguale : quello che vengo a conoscere lo metto a disposizione di tutti gli altri.

Parlaci del Giappone (Vi ricordo che Elia vinse il viaggio-premio in Giappone completamente spesato lo scorso novembre a seguito del titolo di MIGLIOR ATLETA ACCADEMIA 2008. Lo portai con me per due settimane dove tra le altre cose vedemmo i Mondiali al BUDOKAN di Tokyo e ci allenammo al famosissimo JKA HEAD QUARTERS)
Sul viaggio ci vorrebbe un libro. E’ stato fantastico.
La cura che i giapponesi hanno per l’estetica in generale è incredibile. Ma lo devo ammettere: ciò che più mi colpì furono i Mondiali; la foto che sei riuscito a farmi fare con Valdesi; essergli vicino mentre parli con il tuo amico e capitano della nazionale italiana Maurino e assistere alla finale vinta da Valdesi.
Non ho parole.

Ultima domanda:Come è andata in Spagna?
Posto bellissimo, allenamenti durissimi. Facevo fatica anche solo a camminare, ma ci siamo anche divertiti tantissimo.
Agli INTERNAZIONALI di Grado di fine agosto gliela faremo vedere.


Caro Elia, ti ringrazio della sincerità e continua ad allenarti.
Oss, Maestro.



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Ultimo aggiornamento: 12.30.45 del 15/07/2009
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