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Etica
e
Filosofia - Il Karate
dell'Accademia
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Il saluto
Il rispetto
Attività
Dojokun
Maestro Funakoshi
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Il
saluto
Il
saluto è un rituale. Un rituale che richiede
allo stesso tempo disciplina, forma, rispetto,
interiorità.
Anche
nella vita di tutti i giorni, la vita “normale”
si viene spesso giudicati dalla prima
impressione, persino dal modo di salutare. Il
saluto verso l'esterno e verso gli altri è il
nostro biglietto da visita.
Un cenno, una parola, una frase, lo sguardo, una
stretta di mano, ogni atto trasmette qualcosa
dentro e fuori di noi.
Salutare con rispetto esprime dignità cordialità
forma, simpatia, amicizia. Tutti questi valori
contemporaneamente lavorano sia dentro di noi
che fuori di noi, creando al nostro interno una
forza che ha quasi del misterioso ed
esternamente si espande in un'onda che riflette
tutte queste qualità e quindi tutte queste
positività.
Il saluto deve essere sincero, sentito, portato
con il cuore e ancora una volta l’influenza di
tutte queste caratteristiche si farà sentire sia
dentro di noi che intorno a noi.
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Il saluto del karate ka esprime innanzitutto
rispetto e per questo è così importante nella
pratica di un karate-do sincero e profondo.
Il maestro G. Funakoshi comincia lo Shoto
Nijukkun così: "Il karate inizia e finisce con
il saluto".
Uno degli scopi del karate-do è la
ricerca e lo studio di quello che i giapponesi
chiamano Gi-shi che significa "uomo retto".
Questa rettitudine si deve riflettere verso
l'esterno. Quindi, il fatto di fare il saluto,
nella pratica del vero karate-do, implica già la
ricerca del Gi-shi. Secondo il M° Funakoshi, o
almeno secondo la mia interpretazione, con
il saluto comincia lo studio dell'arte
marziale e, implicitamente, del Gi-shi. Ma
questo è solo il primo passo.
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Il
rispetto
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Lo
studio e la ricerca del Gi-shi porta, tra le
altre cose, anche al rispetto. Personalmente
credo che nella società odierna non solo non
venga minimamente curato ma che ne sia la
principale mancanza.
Manchiamo di rispetto nei confronti
dell'ambiente esterno ma soprattutto nei
confronti di noi stessi. Peggio ancora:
rispettiamo i valori sbagliati e manchiamo nei
confronti di ciò che conta.
E quale è una delle cose che più contano? Il
denaro! Che spesso porta a decisioni dettate
solo dall'interesse, dall'avidità e
dall'invidia.
Il
karate ka deve avere innanzitutto rispetto per
se stesso come essere umano in perpetuo studio
ed evoluzione. Deve rispettare il padre e la
madre, poi tutto ciò che gli permette di
condurre una vita sana e basata su sani
principi. Io credo che i principi delle arti
marziali possano ricoprire questo ruolo.
Senza una cura sana del rispetto siamo in balìa
di ciò che più ci fa comodo, che spesso non
corrisponde a ciò che è giusto fare e pensare.
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Rispettando valori sani (spesso più difficili da
seguire e da realizzare) manteniamo una linea,
un codice comportamentale più retto, non dettato
dalla paura o dai sentimenti negativi come
l'egoismo, l'egocentrismo, il risentimento,
l'invidia, la gelosia... tutti sentimenti che
creano un vortice di negatività che si
ripercuote prima di tutto in noi stessi e di
riflesso sugli altri. Ciò può portare
all'allontanamento dalle cose belle e semplici
della vita in un primo momento e poi ad un
avvicinamento di perone, cose, situazioni
estremamente negative.Percorrere la via del
rispetto può essere una scelta estremamente
dura, ma allo stesso tempo può creare una
notevole energia interiore alla quale attingere
nei momenti più difficili. Perchè tutti noi
sappiamo nel profondo del nostro cuore, qual è
la cosa giusta da fare.
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Attività
Allenamento
all'alba
Ogni
estate
organizzo un allenamento all'alba. Un
appuntamento ormai diventato regolare: alle
04:30 di un sabato mattina di Luglio un folto
gruppo di atleti della mia palestra (ma l'invito
è aperto a tutti) si riunisce davanti
all'approdo della motonave del Lido, a S. M.
Elisabetta. Alcuni di loro non hanno nemmeno
potuto dormire, ma lo spirito è buono e, dopo
aver bevuto un caffé al primo bar aperto, ci
dirigiamo alla volta della spiaggia. Al buio, ci
cambiamo sulla battigia o tra i mosconi.
Alle prime luci dell'alba facciamo il saluto al
Sol Levante, un’esperienza strana, bella,
assolutamente al di fuori dell'ordinario.
L'allenamento all'aria aperta e con i piedi
nella sabbia (quando non sono in acqua) è sempre
vivificante. Diventa un karate assolutamente
diverso, senza confini, con il coraggio di stare
all'aperto, di fare il kiai al mare, di
insabbiarsi e lasciarsi andare. Si passa dal
buio pesto della notte, all'alba, al giorno dove
i bagnini ci guardano sorpresi e meravigliati.
Come
nella
vita. Si... perchè per me questo è il karate:
prima di cominciarlo tutto è buio, all'inizio
della pratica è l'alba, poi viene la pratica
regolare e con essa la luce. Sta poi a noi fare
in modo che non ritorni più il buio.
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Luglio 2005.
Allenamento in spiaggia
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Dojokun
"Le regole del luogo in cui si
cerca la via"
1)
HITOTSU JINKAKU KANSEI NI TSUTOMURU
KOTO
Cerca di
perfezionare il carattere
2) HITOTSU MAKOTO NO
MICHI O MAMURU KOTO
Percorri
la via di sincerità
3) HITOTSU DORYOKU
NO SEISHIN O YASHINAU KOTO
Rafforza
instancabilmente
lo spirito
4) HITOTSU REIGI O
OMONZURU KOTO
Osserva
un comportamento impeccabile
5) HITOTSU KEKKI NO
YU O IMASHIMURU KOTO
Astieniti
dalla violenza ed acquisisci
l'autocontrollo
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La
mente è un tutt'uno con il cielo e la
terra
Il ritmo circolatorio del corpo è
simile al sole e alla luna.
La Legge include durezza e morbidezza.
Agisci in armonia con tempo e
mutamento.
Le tecniche si portano quando esiste
un'apertura.
La distanza "MA" richiede avanzare e
arretrare, separare incontrare.
Gli occhi non perdono neppure il più
piccolo cambiamento.
Le orecchie ascoltano in tutte le
direzioni.
Gichin
Funakoshi
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